CITAZIONE (fitzchevalier @ 6/11/2009, 10:16)
Tanto comune non è se non altro perchè i grandi praticanti non sono comuni.
Per il discorso naturale/soprannaturale, diciamo che c'è una natura visibile ed una più occulta. La natura occulta può essere apparentemente soprannaturale per chi è ignorante, che termine usate per i fenomeni di questo tipo?
La valenza della parola "comune" in questo caso non voleva essere quella di "frequente" ma di "non soprannaturale", almeno nelle mie intenzioni forse poco chiare.
Il problema di fondo è la ricerca di una natura oggettiva che, secondo il buddhismo, non è percepibile finchè si permane in una condizione di ignoranza. Qualunque fenomeno io possa osservare e quindi conoscere, sarà stato osservato e conosciuto attraverso i cinque sensi e la mia mente oscurata, e quindi la risultante sarà la mia interpretazione soggettiva del fenomeno che diverrà la mia idea del fenomeno stesso e conseguentemente ciò che io vedrò. Conosco e quindi riconosco successivamente ma riconosco solo ciò che ho già conosciuto.
Natura visibile o natura occulta, sono definizioni legate comunque ad una percezione relativa, per il buddhismo, di qualunque fenomeno, una percezione limitata dai nostri sensi limitati e dalla nostra conoscenza limitata.
La natura - intesa come essenza ultima fondamentale - di tutti i fenomeni è identica. Non è oscurata di per se stessa ma non è visibile per chi non riesce a percepirla. Non è definibile attraverso alcuna categoria linguistica o concettuale umana. Estremizzando questo concetto possiamo dire che la diversificazione apparente dei fenomeni non è che produzione mentale, illusione, dualismo, samsara.
Essendo noi creature samsariche, viviamo concretamente quest'illusione come reale, ed in essa dobbiamo cercare di evolvere e migliorare. A questo scopo, coloro i quali hanno già raggiunto un diverso livello di consapevolezza, possono dare dei segni che aiutino nel cammino. La natura materiale di questi oggetti è irrilevante, almeno per chi è buddhista.
"Quando si comprende che non c'è punto di vista da meditare, l'alternanza fra meditazione e non meditazione diventa una deviazione".
(dal Kunjed Gyalpo)
"La compassione è l'atmosfera aperta in cui la prajna vede".
Chögyam Trungpa Rinpoche
"I have an existential map. It has 'You are here' written all over it".
Steven Wright